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5 dicembre 2002

Domenica, primo giorno di un settembre 2002 strano, iniziato in maniera incolore e finito in un pronto-soccorso di un ospedale di Monza, il San Gerardo, attaccato a una quantità di elettrodi lottando tra la vita e la morte nel bel mezzo di un infarto.
 

E' notte fonda, saranno le 2 del mattino, sento una voce chiamarmi : " Signor Solino, ci dia una mano, provi a respirare da solo per favore....." Ho la netta sensazione di essere in qualche posto, apro gli occhi per un attimo e tento di respirare, non posso sento un grosso tubo che mi esce dalla bocca spalancata, ma non riesco a fare nulla. Sento le voci che vengono da lontano, dicono qualcosa, io non riesco a capire, poi riprecipito nel buio. E' già giorno, saranno le nove, sono sveglio, apro gli occhi e vedo intorno a me un gruppo di persone col camice verde, saranno dottori o infermieri ? Uno di loro si presenta: " Sono l'anestesista, tutto procede bene, continui così, respiri profondamente, stiamo andando bene......". " Io sono il dottor Corti " dice un altro, " Adesso le toglierò i tubi del drenaggio dal petto ". " No lasci tutto al suo posto dottor Corti, sono la dottoressa Bosisio, non è ancora il momento di staccare i due tubi, lo faremo domani", Io non mi rendo conto  di dove sono, se in sala intensiva o semi intensiva, una cosa è certa, sono fuori dalla sala operatoria di cardiochirurgia, vuol dire che l'operazione è finita e io sono vivo e questo è quello che conta, ce l' ho fatta. Sono contento, dentro di me sento una gran gioia che mi viene quasi da piangere.

 


 

“…..Sono le 9,10  esco dalla sala intensiva di cardiochirurgia per essere trasportato al 3° piano nelle salette di semi intensiva, il che voleva dire che andava tutto bene. Mi staccano i tubi e incominciano a muovere il letto. Si apre la porta e vengo trasportato verso l'ascensore. All'uscita vedo un gruppo di persone avvicinarsi al mio letto, riconosco Donatella, mi abbraccia, mi bacia con gli occhi pieni di lacrime. L'attesa deve essere stata tremenda, un' intero giorno e un'intera notte prima di potermi rivedere. Più in là vedo mamma, il suo viso dolce, sorridente, serena tanto da sembrare una che ha già vissuto altre volte quella situazione, con mio padre. con mio cognato e in ultimo con mia sorella tutto nel giro di pochissimi anni. So che ha pregato molto, i suoi occhi sono asciutti,è contenta, lei lo sapeva e tutto è andato bene. Arrivo su nel mio nuovo letto, mi ricollegano ai monitor e dopo una visita accurata mi lasciano li a riposare. Un dolore fortissimo al petto, nel respirare e nel deglutire. Mi guardo le mani, sono bianche, gonfie, irriconoscibili. Arriva una infermiera, mi fa una iniezione di diuretico e un'infusione di antidolorifico e lentamente le cose sembrano tornare alla normalità.

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