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1 Settembre 2002

Domenica, primo giorno di un settembre 2002 strano, iniziato in maniera incolore e finito in un pronto-soccorso di un ospedale di Monza, il San Gerardo, attaccato a una quantità di elettrodi lottando tra la vita e la morte nel bel mezzo di un infarto.
 1 settembre 2002

La vita ha più fantasia di noi tutti messi insieme e le sue soluzioni non finiscono mai di stupirci. Questo nel bene e nel male. Nel congegnare inaspettati colpi di scena per il teatrino delle nostre vicende quotidiane e nel creare abbaglianti metafore storiche sulla grande scena universale. Nel momento che entravo nel nuovo millennio esibendo un ottimismo scaramantico, ma in realtà pieno di dubbi e preoccupazioni, mi ha colpito in un pomeriggio afoso, mentre guardavo il gran premio di F1 del Belgio, un INFARTO.

 


4 settembre 2002

“…..CREDO  che la vita di ogni essere umano sia prima o poi toccata dalla tragedia , la morte di una persona cara, una malattia che compare all'improvviso e porta con se un'invalidità permanente o addirittura ti strappa la vita. E si, la vita è un rischio continuo e chiunque, come me, lo dimentica, sarà impreparato ad affrontare le prove che il destino ha in serbo per lui. Ogni volta che ho dovuto affrontare l'inevitabile sofferenza, sono stato costretto a trovare un senso a ciò che mi stava accadendo. Mi son dovuto convincere che le tragedie succedono anche se siamo giusti, se cerchiamo di vivere serenamente. Possiamo dare la colpa agli altri, possiamo trovare delle giustificazioni o immaginare quanto sarebbe stata differente la nostra vita se non fossimo stati colpiti, ma niente di ciò importa, la tragedia è avvenuta. Da adesso ciò che devo fare è riconsiderare la mia vita, superare le fottute paure che ho in questi giorni, cominciare un processo di ricostruzione mentale. La prima cosa è riuscire ad accettare questa maledetta situazione, che mi fa entrare a tutti gli effetti nel club dei cardiopatici.   

  

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